martedì, novembre 25, 2008

Sono a Siviglia e sto cercando un'edizione di Medio Siglo de farádula de José Podestá. Ho un gran desiderio di leggere questo libro. Il titolo é iresistibile. Volevo proporre agli alunni della mia classe di italiano una possibile messinscena, o un'ispirazione...ma non lo trovo né in Biblioteca, né nel Centro de Documentación de artes escénicas. Ma é possibile che il pidjin italo-spagnolo nel teatro interessi solo me?

domenica, novembre 02, 2008



HERBIE HANCOCK TOCA LA VULNERABILIDAD




Por fin los fans de Herbie Hancock van a poder asistir aquí en Sevilla a una función de este verdadero icono de la música moderna. Este cinco veces Premio Grammy ya ha hecho todo lo posible: dar conciertos a los once años de Mozart con la Chicago Symphony Orchestra, tocar con la máxima estrella del Jazz moderno, Miles Davis, tener incursiones en el rock, en el hip-hop, en la música electrónica, justamente cuando los puristas de este genero musical consideraban estas experimentaciones como algo poco respetuoso. Pero ser fieles a sí mismos es un axioma que Herbie Hancock lleva en la sangre, quizás por esto a su incansable búsqueda experimental ha correspondido un decisivo reconocimiento de público y de medios, de hecho MTV le ha premiado con hasta cinco.
Pero lo que más sorprende de este artista prácticamente único e inimitable es su sabiduría y su altruismo. “Para mi tocar significa excavar en las profundidades de mi corazón, aceptar con serenidad de ser vulnerable y expresar con honestidad esta vulnerabilidad, este aspecto de mi humanidad. Significa ser consciente de mi entorno: de los otros músicos y de los espectadores. Significa hacer manifestar mi interioridad y manifestarla en el presente, dejando que fluya en la esfera más elevada de mi vida.” Así que hoy sábado a las 20.30 este gran músico del alma va a tocar junto con James Genus (bajo) Lionel Louke (guitarra), Greore Maret (harmónica) y Kendrick Scott (batería) con el deseo de mover algo en la vida de las personas, intentando inspirarles para que concreticen sus sueños en el futuro, realizando algo grande.
Martina Banchetti

martedì, ottobre 21, 2008


MORENTE Y MARIO MAYA

El espectáculo de clausura de la XV Bienal de Flamenco finalizará con una “marcha fúnebre morentiana” al insigne coreógrafo Mario Maya. Enrique Morente ha creado para el concierto que cerrará la Bienal mañana, sábado día 11 de octubre, a las 20.30 horas, en el Teatro de la Maestranza, una composición a modo de réquiem dedicada a su paisano y amigo Mario Maya.

lunedì, ottobre 20, 2008

sabato, ottobre 04, 2008


JAVIER BARÓN
Dos voces para un baile
teatro Lope de Vega,
4 ottobre XVI Bienal de flamenco.

Il fumo dallo scenario, Javier che entra
gradualmente col suo completo marrone.
La ritmia dello zapateado
la simmetria dello spazio scenico
bailaor guitarrista dos cantaores guitarrista
e secondo bailaor seduto tutto a destra.
Lo sfondo celeste sullo sfondo della farruca.
Il cante imponente atteso con pazienza.
Javier non aggredisce il baile, ammicca
non suggella, accenna, non sentenzia, svela.
Arrivare all’essenza, alla semitrasparenza,
corpo smerigliato: crea forme ma sfuma i contorni.
Corpo che assorbe lo scheletro del movimento
per lasciare allo spettatore lo spazio
di leggere la partitura del non detto.
Il non detto che scende in campo.
Vero protagonista della serata
come donna che non vuole piú ostentare
perché sa che la bellezza sta in un particolare
nella grazia di un gesto, nella sinuositá
di una mano alzata, nel sospeso vacillare
di un avanti e indietro, calibrato da un ritmo
lento e felino.
Ma é anche ritmo che sgorga prepotente
troneggia con calibrata esattezza
E crea una simmetrica e superba architettura di suoni.
Forse una coreografia solo ai palmeros/bailaores
avrebbe arricchito lo spettacolo come una bella periferia
che inorgoglisce la monumentalitá del centro.

Martina Banchetti ninaydragona@hotmail.com

ELENCO
Dirección artística Javier Barón
Dirección de escena David Montero
Guión musical Faustino Núñez
Diseño luces Olga García (A.A.I.)
Técnico luces Juan Luis Martín Gonzalez
Sonido Alfonso Espadero
Monitores Juan Antonio Mateos
Producción Dezza Producciones, S.L.N.E.
Baile Javier Barón
Cante Miguel Ortega
Cante José Valencia
Guitarra Javier Patino
Guitarra Ricardo Rivera
Palmas/baile Juan Diego

giovedì, settembre 18, 2008















MANOLO SANLÚCAR
BALDOMERO RESENDI. LA VOZ DEL COLOR
CONCIERTO PARA DOS GUITARRAS Y PERCUSIONES.
19/9 Teatro Lope de Vega, 21 horas

“Baldomero Resendi nacque disorientato. ..dovremmo dire che qualunque punto del pianeta terra gli sarebbe risultato estraneo. Gli uomini come questo maestro patiscono il tormento che la loro genialitá gli impone. Forse per questo motivo la sua opera non é fatta di certezze ma di dubbi: il suo era un cammino tortuoso che, per quanto lo attraversasse, non portava a nessuno luogo che non fosse se stesso. Baldomero era uno di quegli artisti che non sapeva imitare, perché rielaborava tutto in qualcosa di completamente suo....la forza della sua identitá lo rende uno dei piú grandi [pittori]. E come i grandi artisti, ha un esprit che non si lascia condizionare da niente e da nessuno. E in questo atteggiamento anche io mi identifico...” Manolo Sanlúcar [traduzione Martina Banchetti].
Probabilmente per uno di quei sortilegi dell’arte succede, a volte, che un artista ne incontri un altro, una specie di gamete dell’espressione creativa, o forse un fratello maggiore che ci offre i suoi occhi per leggere in noi stessi e creare, cosí, una cosa diversa da quello che siamo e, allo stesso tempo, vedere con gli occhi dell’altro, l’altro da sé che ci abita, vedere con gli occhi dell’altro lo scuotimento che ci attraversa, leggere lo scuotimento, quello che Freud chiamava il conturbante, nella nostra vita, attraverso la pittura, il disegno, il colore e tirare fuori da questo attraversamento, il suono. Ma un suono, come direbbe l’amata Ingeborg Bachmann, sopratutto autentico. Perché frutto di una visione, di una vista approfondita. E’ curioso come un compositore, in questo caso uno dei piú importanti della chitarra flamenca, utilizzi come Musa la pittura: i colori, le immagini, la vista. Anche i compositori allora devono vedere quando compongono? Anche loro, come i poeti, gli scrittori e i pittori, devono “vedere” l’atto creativo?

ELENCO DEGLI ARTISTI
MANOLO SANLÚCAR Guitarra
DAVID CARMONA 2ª guitarra
CARMEN GRILO y DAVID PINO Cantaores
AGUSTÍN DIASSERA y TETE PEÑA Percusiones
SANDRA CARRASCO Y MACARENA DE LA TORRE Coros
JOSÉ ANTONIO VÁZQUEZ Tamborilero

PROGRAMMA DEL CONCERTO
1. LOS CONDENADOS (tangos)

2. LA MIRADA DEL TIEMPO (taranta)
3. ABUELOS GITANOS (bulerías)
4. LA PIEDAD (soleá)
5. EL PAPA NEGRO
6. EL MAJARETA Y EL SERIO
7. DANZA DE LOS PAVOS (bulerías)

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8.BISES

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Produzione : Bienal de Flamenco de Sevilla
Regia musicale e aristica : Manolo Sanlúcar
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Bibliografía di Manolo Sanlúcar:
2004: “Sobre la Guitarra Flamenca. Teoría y sistema para la guitarra flamenca” .
2008: “El alma compartida”, autobiográfico, ed. Almuzara


Links
http://www.manlosanlucar.com/



XV Bienal de flamenco, Teatro la Maestranza, Café de Chinitas.



Caro lettore,

Purtroppo se sono qui a raccontarti quello che ho visto é perché tu ancora non hai avuto la possibilitá di assistere a una rappresentazione di Café de Chinitas. Mi auguro che qualche programmatore italiano, colto da illuminazione, decida presto di invitare la compañía del Ballet Nacional de España nella tua cittá.
Me lo auguro davvero con tutto il cuore perché tu stesso possa gioire della perfezione formale della coreografia, unita alla grazia di piccoli gesti, come ad esempio il braceo, che danno al movimento un tocco di precisione e delicatezza, talmente volteggianti nel rigore, da raggiungere l’euforia ipnotica: il sogno si confonde con la realtá, la fantasia con la tenerezza, si perde quasi il controllo di sé e la normale distinzione tra “io” e l’altro si sgretola complice, probabilmente, anche la sospensione sognante dell’immensa scenografia, firmata da Dalí, con sveglie spezzate che gallaggiano nell’aria come pesci in attesa della luce.
Uno spettacolo che nasce dall’esigenza di ridare vita teatrale alle scenografie, tutte di Dalí, composte per un celebre spettacolo che si rappresentó a New York con la Argentinita al cante, ha sicuramente contribuito a creare una tensione continua tra il piccolo spazio del corpo in movimento e gli immensi disegni onirici che creano una vera e propria sospensione del movimento. Una sospensione metafisica su un roteante avvicendarsi di vueltas e remates, llamadas e zapateados.
Nello spettacolo i testi appartengono all’antologia popolare raccolta da Garcia Lorca. La regia é del coreografo José Antonio al quale, a parte il successo della rappresentazione, va assegnato il merito di aver invitato la grandissima cantaora Esperanza Fernández.

Martina Banchetti

Links

Sul flamenco
http://www.bienal-flamenco.org/

Su Dalí
www.lovecolors.net/.../2007/07/salvador-dali.jpg

sabato, marzo 22, 2008

Mariposa Sobre Llama Compañía teatral de flamenco


presenta

¡O BEBEN O SE LARGAN



Dirección y dramaturgía
Martina Banchetti


Con:
Nati Blanco, Jesús Flores, Cristina Almazán Díaz
Paco Vega, David Marín

Teatro de Bellavista, C/ Asencio Toledo, 7 26 marzo 20.00
Teatro de la sala Once de Sevilla, C/Resolana, 30 27 marzo 20.00
Teatro Torreblanca, C/Plaza Salvador Valverde n 6 1 abril 20.00
Entrada libre Sevilla
¡O BEBEN O SE LARGAN!


“En el contraste entre posible e imposible ampliamos nuestras posibilidades.” ¿Cómo describir mejor el conflicto entre lo que uno quisiera conseguir y lo que realmente llega a alcanzar? ¿Cómo no sufrir para este continuo desfase entre los deseado y lo realmente alcanzable? ¿Cómo, al mismo tiempo, no disfrutar de este continuo cambio que la dura ley de la realidad nos impone, con su violencia y con su inexplicable maravilla?
¡O beben o se largan! Es una obra muy compleja y muy larga, por eso hemos decidido empezar con una simple presentación, en la cual, como un granito en la arena, hemos puesto el enfoque sobre uno de sus aspectos: los poemas y el flamenco.
Intentar crear un nuevo lenguaje, usando la palabra, o sea la recitación poética, como un verdadero instrumento musical, igual que las palmas, los pies y las cuerdas de la guitarra. Intentar crear un nuevo instrumento que se funda con el cante, lo zapateado e el toque. Estos han sido los objetivos y los anhelos que nos hemos puesto y que querríamos compartir con el aspecto más importante de una obra teatral: el público.
Teatro de Bellavista, C/ Asencio Toledo, 7 26 marzo 20.00 Sevilla
Teatro de la sala Once de Sevilla, C/Resolana, 30 27 marzo 20.00 Sevilla
Teatro Torreblanca, C/Plaza Salvador Valverde n 6 1 abril 20.00 Sevilla
Entrada gratuita hasta completar aforo.

Para más informaciones:
ninadragona@hotmail.com
Móvil: 0034-677372024; 0039-3477008756
“Nel contrasto tra possibile e impossible ampliamo le nostre possibilitá.” Come descrivere meglio il conflitto tra quello che si vorrebbe realizzare e quello che veramente si raggiunge? Come non soffrire per questa continua sfasatura tra ció che si desidera e ció che realmente si concretizza? E come, al contempo, non godere di questa conflitto tra il desiderio e la realtá?
O bevete o ve ne andate! (Aut bibant aut abeant sarebbe il titolo originale) é un’opera molto lunga e complessa, per questo abbiamo deciso di iniziare con una semplice presentazione nella quale, come un granello nella sabbia, abbiamo puntato l’attenzione su un unico aspetto: le poesie ed il flamenco.
Tentare di creare un nuovo linguaggio usando la parola poetica come uno strumento musicale che facesse da contrappunto e da alter-ego al tacco golpe punta de la bailaora e al suono della chitarra. E stata un pó questa l’utopia che ci ha spinto verso un percorso avvincente e pericoloso, sperimentale e transitabile, durante il quale i versi delle mie poesie si sono riprodotti, grazie alla recitazione di Cristina Almazán Díaz, al baile di Nati Blanco, al cante di Jesús Flores, alle percussioni di Paco Vega e alla chitarra di David Marín in innumerevoli varianti combinatorie.

Teatro de Bellavista, C/ Asencio Toledo, 7 26 marzo 20.00 Sevilla
Teatro de la sala Once de Sevilla, C/Resolana, 30 27 marzo 20.00 Sevilla
Teatro Torreblanca, C/Plaza Salvador Valverde n 6 1 abril 20.00 Sevilla
Entrata gratuita