giovedì, settembre 18, 2008















MANOLO SANLÚCAR
BALDOMERO RESENDI. LA VOZ DEL COLOR
CONCIERTO PARA DOS GUITARRAS Y PERCUSIONES.
19/9 Teatro Lope de Vega, 21 horas

“Baldomero Resendi nacque disorientato. ..dovremmo dire che qualunque punto del pianeta terra gli sarebbe risultato estraneo. Gli uomini come questo maestro patiscono il tormento che la loro genialitá gli impone. Forse per questo motivo la sua opera non é fatta di certezze ma di dubbi: il suo era un cammino tortuoso che, per quanto lo attraversasse, non portava a nessuno luogo che non fosse se stesso. Baldomero era uno di quegli artisti che non sapeva imitare, perché rielaborava tutto in qualcosa di completamente suo....la forza della sua identitá lo rende uno dei piú grandi [pittori]. E come i grandi artisti, ha un esprit che non si lascia condizionare da niente e da nessuno. E in questo atteggiamento anche io mi identifico...” Manolo Sanlúcar [traduzione Martina Banchetti].
Probabilmente per uno di quei sortilegi dell’arte succede, a volte, che un artista ne incontri un altro, una specie di gamete dell’espressione creativa, o forse un fratello maggiore che ci offre i suoi occhi per leggere in noi stessi e creare, cosí, una cosa diversa da quello che siamo e, allo stesso tempo, vedere con gli occhi dell’altro, l’altro da sé che ci abita, vedere con gli occhi dell’altro lo scuotimento che ci attraversa, leggere lo scuotimento, quello che Freud chiamava il conturbante, nella nostra vita, attraverso la pittura, il disegno, il colore e tirare fuori da questo attraversamento, il suono. Ma un suono, come direbbe l’amata Ingeborg Bachmann, sopratutto autentico. Perché frutto di una visione, di una vista approfondita. E’ curioso come un compositore, in questo caso uno dei piú importanti della chitarra flamenca, utilizzi come Musa la pittura: i colori, le immagini, la vista. Anche i compositori allora devono vedere quando compongono? Anche loro, come i poeti, gli scrittori e i pittori, devono “vedere” l’atto creativo?

ELENCO DEGLI ARTISTI
MANOLO SANLÚCAR Guitarra
DAVID CARMONA 2ª guitarra
CARMEN GRILO y DAVID PINO Cantaores
AGUSTÍN DIASSERA y TETE PEÑA Percusiones
SANDRA CARRASCO Y MACARENA DE LA TORRE Coros
JOSÉ ANTONIO VÁZQUEZ Tamborilero

PROGRAMMA DEL CONCERTO
1. LOS CONDENADOS (tangos)

2. LA MIRADA DEL TIEMPO (taranta)
3. ABUELOS GITANOS (bulerías)
4. LA PIEDAD (soleá)
5. EL PAPA NEGRO
6. EL MAJARETA Y EL SERIO
7. DANZA DE LOS PAVOS (bulerías)

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8.BISES

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Produzione : Bienal de Flamenco de Sevilla
Regia musicale e aristica : Manolo Sanlúcar
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Bibliografía di Manolo Sanlúcar:
2004: “Sobre la Guitarra Flamenca. Teoría y sistema para la guitarra flamenca” .
2008: “El alma compartida”, autobiográfico, ed. Almuzara


Links
http://www.manlosanlucar.com/



XV Bienal de flamenco, Teatro la Maestranza, Café de Chinitas.



Caro lettore,

Purtroppo se sono qui a raccontarti quello che ho visto é perché tu ancora non hai avuto la possibilitá di assistere a una rappresentazione di Café de Chinitas. Mi auguro che qualche programmatore italiano, colto da illuminazione, decida presto di invitare la compañía del Ballet Nacional de España nella tua cittá.
Me lo auguro davvero con tutto il cuore perché tu stesso possa gioire della perfezione formale della coreografia, unita alla grazia di piccoli gesti, come ad esempio il braceo, che danno al movimento un tocco di precisione e delicatezza, talmente volteggianti nel rigore, da raggiungere l’euforia ipnotica: il sogno si confonde con la realtá, la fantasia con la tenerezza, si perde quasi il controllo di sé e la normale distinzione tra “io” e l’altro si sgretola complice, probabilmente, anche la sospensione sognante dell’immensa scenografia, firmata da Dalí, con sveglie spezzate che gallaggiano nell’aria come pesci in attesa della luce.
Uno spettacolo che nasce dall’esigenza di ridare vita teatrale alle scenografie, tutte di Dalí, composte per un celebre spettacolo che si rappresentó a New York con la Argentinita al cante, ha sicuramente contribuito a creare una tensione continua tra il piccolo spazio del corpo in movimento e gli immensi disegni onirici che creano una vera e propria sospensione del movimento. Una sospensione metafisica su un roteante avvicendarsi di vueltas e remates, llamadas e zapateados.
Nello spettacolo i testi appartengono all’antologia popolare raccolta da Garcia Lorca. La regia é del coreografo José Antonio al quale, a parte il successo della rappresentazione, va assegnato il merito di aver invitato la grandissima cantaora Esperanza Fernández.

Martina Banchetti

Links

Sul flamenco
http://www.bienal-flamenco.org/

Su Dalí
www.lovecolors.net/.../2007/07/salvador-dali.jpg